La nostra storia
Ha cominciato
con una spilletta
L'inizio
Una spilletta e un ciondolo
Gabriele Liotta comincia nel febbraio del 1988, lavorando in casa. Non ha un negozio, non ha una vetrina e non ha nessuno in famiglia che gli abbia insegnato il mestiere: alle spalle ha il liceo artistico e la pratica fatta in laboratorio, dove ha imparato a lavorare l'oro con le mani prima ancora di imparare a venderlo.
Comincia con una spilletta e un ciondolino. Da lì, un pezzo alla volta, l'assortimento cresce fino a diventare abbastanza grande da meritare un negozio. Il negozio arriva nel 1994, in via Vittorio Emanuele III. È il primo e l'unico: da allora Fantasie d'Oro non si è mai spostata, e oggi la portano avanti in tre.
Il nome l'ha scelto lui, pensando ai gioielli che voleva trattare: pezzi «in forma fantasia», oggetti dalla forma fantastica. Fantasie d'Oro.
Iniziai con una piccola spilletta e un ciondolino, per poi man mano crescere fino ad avere il mio assortimento e fare il mio negozio.
Gabriele Liotta
L'insegna
Perché è in caratteri gotici
Non è un carattere scaricato da un computer. Gabriele andò da un'insegneria specializzata, che gli mise davanti diverse proposte: fu questo gotico lavorato, con le volute in rilievo e il cartiglio avorio, a colpirlo più di tutti gli altri.
Da allora quel disegno è rimasto lo stesso, sopra la stessa porta. È il motivo per cui lo ritrovate anche qui, in cima a ogni pagina.
I riconoscimenti
Quello che conta davvero
Nel tempo è arrivato anche un premio, «Italia che lavora». Ma se chiedete a Gabriele qual è stato il riconoscimento migliore, non parla di targhe: parla di aver visto crescere l'attività, anno dopo anno, con sempre più clienti che tornano.
Il modo in cui è cresciuta lo racconta bene: curando l'assortimento e investendoci, e trattando chi entra con cortesia e disponibilità. In un paese di poche migliaia di abitanti, dove tutti si conoscono, non ci sono scorciatoie.
La prova sono le fedi. Ce ne sono di consegnate a giovani coppie che poi, venticinque anni dopo, sono tornate qui a farsi fare la fede d'oro bianco dell'anniversario. È una delle cose che facciamo ancora oggi.
Il paese
Prima si chiamava Belvedere
Piedimonte Etneo nasce nel 1687, quando il principe di Palagonia ottiene la concessione per costruire sul feudo. Il primo nome del luogo era Belvedere, per quello che si vedeva da qui: il vulcano da una parte, il mare dall'altra. Il nome attuale arriva solo nel 1862, quando il Consiglio Civico aggiunge «Etneo» per distinguerlo dall'altro Piedimonte, in Campania.
Le strade larghe del centro sono quelle disegnate nel Settecento, insolitamente ampie per l'epoca. Una di queste è via Vittorio Emanuele III, ed è dove siamo noi. A settembre, quando il paese si riempie per la Festa della vendemmia, ci passa davanti tutto il corteo.
Passate a conoscerci
La storia continua ogni mattina alle nove
Non serve un motivo per entrare. Se avete un gioiello di famiglia fermo in un cassetto, portatelo: si guarda insieme cosa si può fare.